Monti Amerini

Flora dei Monti Amerini, parte 2

I Monti Amerini sono situati nella parte sud-occidentale della regione Umbria e costituiscono una dorsale montuosa pre-appenninica di tipo calcareo del versante tirrenico. Hanno cime arrotondate (sotto i 1000 metri), ricoperte da prati e flora autoctona interessante, nei versanti scoscesi, modellati da canaloni e fossi, le cui acque riforniscono il Fiume Tevere. Sono delimitati da due gole: a nord troviamo la Gola del Forello e a sud dalla Gola del Rio grande.
La parte sud è occupata da una vasta macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza di specie termofile, come il leccio (Quercus ilex) e la Roverella (Quercus pubescens), mentre nella parte nord c’è una prevalenza di foreste di latifoglie, castagneti, aceri e cerri. Nelle quote più elevate, comunque sotto i 1000 metri, sono presenti specie mesofile come il Quercus cerris e il Carpinus betulus.

Fig. 1 : Localizzazione dei Monti Amerini

Il paesaggio antropico

Il paesaggio si configura come un susseguirsi di alture e di avvallamenti. In questo contesto naturale, l’uomo è intervenuto, oltre che con la costruzione di borghi fortificati, con l’inserimento della cultura dell’olivo (Olea europaea), che domina massicciamente il paesaggio, e con la coltura della vite (Vitis vinifera). Le cultivar di olivo prevalenti sono: Moraiolo, Leccino, Frantoio e Rajo.

Tipologia bioclimatica

La zona rientra nella regione temperata submediterranea di tipo bioclimatico collinare. È caratterizzata da precipitazioni medie annue pari a circa 1000 mm, particolarmente abbondanti nel periodo ottobre-dicembre, e da temperature medie annuali di circa 13 ° C. Le precipitazioni estive pari a 114 mm determinano un periodo di stress da aridità, marcato in luglio e agosto.

Il paesaggio vegetale

Bosco di leccio
Fagaceae

 Leccio (Quercus ilex)

Leccio (Quercus ilex)

Leccio (Quercus ilex)

Quercia sempreverde diffusa nei paesi del bacino del Mediterraneo con portamento generalmente arboreo che può raggiungere i 25 metri di altezza e avere un diametro di oltre un metro. Ha una chioma globosa e molto densa di colore verde cupo, formata da grosse branche che si dipartono presto dal tronco. I rametti hanno inizialmente una tomentosità diffusa, poi perdono la pubescenza e diventano lucidi e di colore verdastro. Le foglie sono coriacee con un breve picciolo tomentoso, hanno un colore verde scuro e sono lucide nella pagina superiore ma fortemente tomentose e di colore grigio nella pagina inferiore.

È una pianta monoica: i fiori maschili sono riuniti in un’infiorescenza a grappolo (amenti penduli) con 6-8 stami, mentre i fiori femminili sono spighe peduncolate composte da 6-7 fiori.

I frutti sono delle ghiande riunite in gruppi di 2-5 su peduncoli. Maturano in autunno. Il leccio si adatta a tanti tipi di substrato, evitando solo i terreni argilloso-compatti e quelli con ristagno idrico. Rispetto alla sughera, è molto più resistente al freddo e all’ombreggiamento, ma meno alla siccità.

Roverella (Quercus pubescens)

Roverella (Quercus pubescens)

Roverella (Quercus pubescens)

È la quercia più diffusa in Italia: è un albero di taglia media, alto in genere 12-15 metri, ma che può raggiungere anche i 25 metri. Ha un fusto corto e sinuoso e una chioma ampia e globosa. Le foglie sono alterne e hanno in genere un profilo ovato-allungato. Sono ottuse all’apice e da brevemente cuneate o arrotondate alla base. La lamina può essere asimmetrica. Alla fogliazione sono pubescenti di colore verde grigiastro, ma la pagina superiore perde presto la pubescenza e la lamina diviene coriacea di colore verde scuro.

I fiori maschili sono riuniti in amenti pendenti che si trovano alla base del rametto, mentre i fiori femminili si trovano all’ascella delle foglie distali e hanno un piccolo peduncolo.

I frutti sono ghiande: oltre per nutrine i maiali, nei periodi di carestia venivano usate per realizzare farine e bevande.

Cupressaceae

Ginepro comune (Juniperus communis)

Ginepro comune (Juniperus communis)

Arbusto perenne, o piccolo albero sempreverde, che può avere una forma cespugliosa o raggiungere i 5-6 metri di altezza, con fusti tortuosi e ramificati. Il legno, fortemente profumato, presenta alburno giallastro e durame bruno-rossastro. Le foglie sono aghiformi, lanceolate ad apice acuto e pungente. Pianta dioica, con fiori maschili e femminili su piante diverse. I frutti, detti galbule o coccole, di 4-5 mm, in realtà sono falsi frutti che derivano dalla modificazione carnosa delle brattee apicali. Il ginepro colonizza facilmente terreni poveri, ed è usato per il consolidamento di pendici instabili.

Usi officinali: la droga consiste nelle bacche. Contiene olio essenziale, tannini, diterpeni, flavonoidi, monosaccaridi e un principio amaro chiamato juniperina. Ha proprietà stomachiche, diuretiche, antisettiche, antireumatiche (l’olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi).

Ericaceae

Corbezzolo (Arbutus unedo)

Corbezzolo (Arbutus unedo)

Corbezzolo (Arbutus unedo)

Si sviluppa come cespuglio o piccolo albero. I fiori sono formati da un piccolo calice e o da una corolla bianca o rossa.

Usi officinali: la droga è costituita dalle foglie, che si raccolgono in maggio-agosto. Contiene tannini, resine, arbutina e flavonoidi ed trova impiego come antisettico delle vie urinarie, astringente, diuretico.

 

Erica arborea

Erica arborea

Erica arborea

Arbusto sempreverde con foglie aghiformi e fiori piccoli, riuniti in piccole infiorescenze. Ha una chioma densa e ramificata. Predilige terreni acidi e clima caldo-arido. È una pianta mellifera particolarmente ricercata.

Usi officinali: la droga si trova nelle sommità fiorite. Viene usata come diuretico e disinfettante delle vie urinarie poiché contiene arbutina, acido ursolico, acidi fenolici e tannini.

Cistaceae

Cisto femmina (Cistus salviifolius)

Cisto femmina (Cistus salviifolius)

Il cistus è una famiglia di arbusti caratterizzati da fiori a simmetria raggiata con calice a 3-5 sepali e corolla a 5 petali. L’androceo ha stami poco sviluppati e l’ovario composto da 3-5 carpelli. Questa pianta conosce un’ampia diffusione nella macchia mediterranea perché ha una grande capacità adattativa. Resiste a prolungata siccità e cresce con diversi tipi di pH del terreno. Inoltre, pur essendo una pianta eliofila, può vivere anche in condizioni di parziale ombreggiamento. Supera addirittura agli incendi perché il ciocco basale non si brucia.

Cistus incanus (cisto rosso)

Cistus incanus (cisto rosso)

Usi officinali: il Cistus incanus è ricco di polifenoli e flavonoidi e ha proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antiossidanti e immunomodulanti. Usato in ambito cosmetico come aromatizzante e fin dall’antichità. Attualmente è utilizzato molto come fissativo e componente di fragranze. È una pianta mellifera.

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