Itinerari, Monti Amerini

Gli scavi archeologici della villa romana a Poggio Gramignano

Il territorio Amerino che interessa i comuni affacciati sulla valle del Tevere, vanta una posizione strategica per via del collegamento fluviale che ha rappresentato in epoche antiche un’incredibile via di comunicazione e di scambio. La facilità dei collegamenti con Roma fu probabilmente stimolo alla costruzione di numerose villae e i resti sono giunti fino a noi. In località Pupigliano ad Alviano, sono stati rinvenuti i resti di una villa romana il cui impianto risale agli ultimi decenni del I secolo a.C.
A Guardea nel 1925 furono rinvenuti i resti di un edificio con pavimenti a mosaico databile al II secolo d. C.
A Lugnano in Teverina sono stati rinvenuti resti di una villa romana, una villa rustica del II sec. a.C., trasformata nel IV o V secolo d.C. in cimitero di bambini.

La scoperta di quest’ultimo sito, a Poggio Gramignano (comune di Lugnano in Teverina) risale al 1988 quando il prof. Soren dell’Università di Tucson iniziò a sondare il luogo per indagare la villa dal punto di vista architettonico, imbattendosi nel cimitero di bambini sul quale, 26 anni dopo, si sono focalizzati i nuovi scavi.

Grazie alle ricerche effettuate con il georadar e in seguito a dei sondaggi sono state rinvenute delle strutture murarie ed è stata rilevata la presenza di un lungo muro che indica l’enorme estensione della villa che, sicuramente, occupava tutto il colle di Poggio Gramignano.

Il lato occidentale della villa, quello interessato dallo smottamento che ne causò il crollo e l’abbandono nel IV secolo d.C. I locali, originariamente magazzini, sono stati riutilizzati nel tempo come cimitero di bambini, le cui sepolture sono di tre tipologie diverse: inumazione, alla cappuccina o in anfore coperte da parti in terracotta.

Quest’anno sono state scavate le stanze 16 e (parzialmente) 17, dove sono state rinvenuti vari oggetti tra i quali uno spillone in osso, parte di un’antefissa in terracotta, una moneta, ossa canine, terrecotte sigillate, parti di affresco ed un vaso in miniatura in pasta vitrea.

All’interno della stanza 16 sono stati rinvenuti frammenti ceramici risalenti addirittura al VI-V secolo a.C., aprendo nuove prospettive sulla fase pre-romana del luogo, lasciando presumere che il sito fosse già occupato dall’uomo in una fase precedente alla realizzazione della villa che, ricordiamo, risale al II-I secolo a.C. Oltre ai frammenti ceramici nella stanza è stata rinvenuta una conduttura idrica in terracotta e parte di un vaso costolonato.
La stanza 17 invece ha offerto diversi motivi di stupore, poichè qui è stato ritrovato un dado in osso, un frammento di bucchero, un reggi lanterna: oggetto che capita molto raramente di ritrovare.

Le foto scattate durante l'Open Day al sito archeologico

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